Fantozzi

Insignificante rotellina nello smisurato ingranaggio di una grande azienda, l'impiegato Fantozzi incomincia le sue giornate lottando contro il tempo (ha il cartellino da timbrare) e gli autobus superaffollati; le prosegue seminascosto dietro pile di pratiche che gli sfaticati colleghi si premurano di affibbiargli approfittando della sua arrendevolezza. Tornato a casa, magro sollievo gli offrono una moglie brutta e sfiorita e una figlia orripilante. Di quando in quando, malgrado i suoi sfoghi per sottrarvisi, è costretto a subire le iniziative del collega Filini, infaticabile organizzatore di squallide gite aziendali, di lugubri partite di football tra scapoli e ammogliati, di tetri campeggi, di deprimenti feste di fine d'anno. Mentre tenta inutilmente di sedurre con inviti a pranzo, regolarmente destinati a finire in malora, la collega Silvani, gli si offre l'occasione di salire di almeno un gradino nella scala gerarchica. Basta che, in una partita a biliardo si faccia battere dal vanitoso "capo del personale". Vince, invece, per cui viene confinato in un buio stanzino dell'azienda in compagnia di un collega "sovversivo". Grazie al suo insegnamento, Fantozzi, ha un gesto di ribellione che gli consente di conoscere personalmente il capo dell'azienda lontana "divinità" celata ai più: costui finirà di annientarlo, destinandolo al proprio "acquario" umano.
Il
primo e più famoso film della fortunatissima serie fantozziana. Il ragionier Ugo
Fantozzi, modesto impiegato in una grande azienda, vive un'esistenza di grandi
frustrazioni. Alla soffocante e monotona vita di ufficio si somma lo squallore
domestico. Al rientro a casa, infatti, lo attendono una moglie sciatta e una
filgia di una bruttezza mostruosa. Fantozzi diventa così il prototipo di una
umanità insoddisfatta, destinato ad interpretare il ruolo di vittima delle
ingiustizie e delle prepotenze altrui.
Una serie infinita di disavventure perseguita il povero Fantozzi che dimostra
non solo un' esagerata sfortuna, ma anche una predisposizione caratteriale alla
sottomissione che sfiora l'autolesionismo. Dai romanzi di P. Villaggio. Uscendo
come Lazzaro dal sepolcro di un cesso dov'è stato murato per 18 giorni, il
ragioniere Fantozzi sogna di venir crocifisso in sala mensa e s'adatta a fare la
triglia nell'acquario del megadirettore galattico. Film di una lunga serie,
basata su un personaggio nato nel '65 su un palcoscenico di Genova, collaudato
nel 1968 in TV, passato in due best seller Rizzoli (1971-73).