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Il secondo tragico fantozzi |
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Collana di disavventure del catastrofico ragioniere: dal casinò di Montecarlo, al circo, a Capri, ecc. Questa volta è l'accompagnatore del megapresidente al casino' di Montecarlo. |
TramaIl film comincia col Rag. Fantozzi che, in piena notte, fa lo "straordinario" per coprire le uscite del Duca Conte Semenzara di fronte alla nobile moglie. Dopo aver rischiato la morte nell'incontro con due guardie giurate, il nostro tenta invano di tornare a casa in auto proprio mentre un esercito di altri automobilisti, nella fattispecie gli stessi colleghi che entrano al lavoro, gli ostruiscono il passaggio costringendolo tragicamente a tornare alla sua scrivania di impiegato. |
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Il CasinòIl primo episodio vero e proprio vede Fantozzi sorteggiato dalla Dea bendata Silvani per accompagnare il DucaConte Semenzara al casinò di Montecarlo. L'occasione era davvero mostruosa. Tre giorni a Montecarlo a veder giocare il Semenzara. Che se poi avesse sospettato che il suo accompagnatore portava fortuna, era fatta per tutta la vita. Dopo un arrivo anticipato di qualche ora alla stazione (Il treno per Montecarlo partiva alle 23:37. Fantozzi si presentò sul marciapiede alle 4:12 pomeridiane: sette ore prima!) e dopo essere stato umiliato dal Ducaconte che appella la signora Pina e Mariangela come due facce da menagramo, i due si dirigono verso Montecarlo in un tragicomico viaggio in treno. Al casinò, Fantozzi deve subire le angherie scaramantiche del DucaConte che lo costringe a toccargli il sedere e ad ingurgitare svariati litri della terribile acqua Bertier, la più gasata del mondo (che lo fece alzare in volo nella sala, costringendolo ad ancorarsi come un pallone sonda), dopo un gigantesco rutto causato dalla suddetta acqua minerale, Fantozzi vince alla roulette, giocando il numero 27 consigliato dalla signorina Silvani, la somma di 700mila lire che subito vengono sequestrate dal DucaConte Semenzara per pagare il conto della suite al Grand Hotel, gli extra, due prostitute, e il singolo in vagone letto per il ritorno. Fantozzi invece farà tutto il viaggio aggrappato sotto al treno. |
Apertura della cacciaRimesso in piedi grazie ai rimedi ustionanti della sig.ra Pina, che provocano sempre apparizioni mistiche in Fantozzi (gli compare l'arcangelo Gabriele) , si passa ad una battuta di caccia, organizzata ovviamente dal rag. Filini. In un luogo che in teoria non dovrebbe conoscere nessuno si ritrovano in 600, tutti cacciatori e tutti armati fino ai denti. In poco tempo la situazione degenera, e i cacciatori scatenano una vera e propria guerra (con mitragliatrici, mezzi corazzati e biplani). Mitica la scena in cui Fantozzi mette una Mauser nei pantaloni e, inevitabilmente, gli scappa un colpo nelle mutande; questa scena si ripeterà un'altra volta, quando una granata gli esploderà nello stesso posto. La battuta di caccia si concluderà solo al calar della sera, giusto in tempo per vedere la La Domenica Sportiva. |
Il varoIl varo della turbonave aziendale da parte della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare ha inizio con la lunga sfilza di maldestri tentativi di rompere la tradizionale bottiglia di champagne, che portano in acqua Fantozzi ed altri personaggi, tra cui nell'ordine: sindaco con fascia tricolore, ministro della marina mercantile, centoduenne baronessa Filiguelli de Bonchamp, mascotte a vita della società. Finita la riserva di champagne, fu deciso di cambiare il rituale della cerimonia: taglio di un cavetto metallico che avrebbe messo in moto il meccanismo del varo. Risultato: taglio netto del mignolo dell'Arcivescovo con annesso anello pastorale! |
La cena a casa della Contessa
Il varo è anche l'occasione per una soirée alla villa della Contessa che vede invitati anche gli inseparabili Fantozzi e Filini, che arrivarono in ritardo a causa dell'incontro con il cane da guardia di circa due tonnellate Ivan il Terribile XXXII (discendente diretto di Ivan il Terribile I appartenuto allo Zar Nicola, leggendario campione di caccia al mugiko nella steppa e fucilato come nemico del popolo durante la rivoluzione d'ottobre sulla Piazza Rossa). I due si distinguono per l'assoluta mancanza di galateo: storiche sono le scene dei colori assunti da Fantozzi a causa di un tordo mangiato intero (Alla fine decisione tragica: tordo intero...Colori di Fantozzi: rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, blu tenebra. Sul blu tenebra Fantozzi andò in coma cardio-respiratorio) e del riso al forno con pomodorini di guarnizione (fuori freddi, dentro palla di fuoco a diciottomila gradi). Fantozzi non terminerà la cena, rubando una Maserati e scappando da Ivan il Terribile XXXII, che tuttavia riuscirà a inseguirlo. Il ragioniere passerà in macchina, sottocasa e assediato da Ivan il Terribile, svariati giorni (ovviamente conteggiati come ferie già godute). |
Il circoRiuscito a liberarsi dall'assedio della bestiola, Fantozzi decide di fingersi malato e mettersi in mutua proprio quando riceve da un vicino tre biglietti omaggio per il Circo Americano. L'occasione è troppo ghiotta (era la prima volta che Fantozzi riceveva dei biglietti omaggio...) e la famiglia decide di sfruttare i biglietti, con la dovuta cautela. Fantozzi viene immediatamente riconosciuto da Corrado Maria Lobbiam (Ugo Bologna), superiore del ragioniere, e tenta di spacciarsi per un artista del circo ma finisce come uomo proiettile, sparato in provincia di Agrigento dove ha una nuova visione a sfondo mistico, dove compare nuovamente san Michele Arcangelo che gli annuncia il parto del Bambino dell'ospedale agrigentino. |
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Il cineforumCon un salto di 20 anni indietro nel tempo scopriamo che Fantozzi era stato inizialmente assunto nella megaditta con la mansione di "spugnetta per francobolli", e che la sua carriera è poi proseguita anche grazie alle simpatie che ha suscitato nel Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, cinefilo appassionato di cinema d'essai e responsabile del cineforum aziendale. Il nostro eroe e i suoi colleghi d'ufficio vengono così costretti da anni, almeno una volta alla settimana, a visionare capolavori come Dies irae di Carl Theodor Dreyer, L'uomo di Aran di Flaherty ma soprattutto "il più classico dei classici", La corazzata Kotiomkin (chiaro riferimento alla più celebre La corazzata Potemkin). Dopo che una serata al cineforum costringe Fantozzi a rinunciare anche alla visione dello storico incontro di calcio disputato a Wembley tra Inghilterra - Italia (in realta' le brevissime immagini che appaiono sul televisore in portineria si riferiscono alla partita Italia - Inghilterra che per la cronaca vide la prima vittoria della nazionale presso lo Stadio Comunale di Torino grazie alle reti di Pietro Anastasi e Fabio Capello, 14 Giugno 1973), ormai esasperato il ragioniere trova il coraggio di ribellarsi, esclamando una delle frasi più celebri della saga Fantozziana e del cinema italiano:
Questa frase innesca la rabbia di tutti i dipendenti: il Riccardelli verrà prima picchiato e, dopo aver distrutto la pellicola de La corazzata Kotiomkin, verrà obbligato a visionare a rotazione i b-movie Giovannona Coscialunga, L'esorciccio e un inesistente La polizia s'incazza (titolo poi ripescato da Luca e Paolo per uno dei loro sketch, parodia dei film poliziotteschi anni '70). Ma dopo 3 giorni i rivoltosi ed il loro leader (ovviamente Fantozzi) saranno costretti alla resa e, per rimediare alla distruzione della pellicola, alla reinterpretazione del capolavoro del maestro Ejzenštejn ogni sabato fino all'età pensionabile. Naturalmente, Fantozzi dovrà recitare la parte più umiliante e dolorosa: il bimbo nella carrozzella che cade dalla scalinata. |
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L'avventura notturnaL'episodio seguente vede Fantozzi, Filini e Calboni in una uscita notturna all'insaputa dei relativi familiari. I tre si recano così in un night club, L'ippopotamo, dove fanno tutto quello che si può fare per farsi rapinare in un locale notturno: Fantozzi pagherà di tasca sua 649.000 Lire + il 18% di servizio. La serata termina con Filini lasciato alle prese con un gruppo di tassisti minacciosi per il mancato pagamento e Fantozzi accucciato come un cane da guardia sullo zerbino di casa sua dove Calboni si è appartato con una signorina rimorchiata al night. L'arrivo della Silvani furiosa di gelosia è l'occasione per il riscatto di Fantozzi che tenta di lanciarsi in una dichiarazione d'amore nei confronti della collega. Il tentativo, inizialmente malriuscito, si rivela poi andato a buon segno e dà il "la" per l'episodio successivo. |
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Luna di miele a CapriLa Silvani propone infatti a Fantozzi di partire insieme per Capri, come una specie di viaggio di nozze. Abbandonato l'ufficio e consumata l'ultima cena con moglie e figlia, Fantozzi parte per la nuova avventura e dopo un viaggio interminabile verso Napoli i due fedifraghi arrivano a Capri. Il soggiorno non si rivelerà proprio positivo per il ragioniere che, dopo un tuffo nella piscina vuota e dopo aver preso in pieno un faraglione durante lo sci nautico, si vede anche sfrattato dall'arrivo del geometra Calboni. Ormai deciso al suicidio, Fantozzi si lancia in mare aperto ma viene tratto in salvo da una paranza di Torre Annunziata e immesso sul mercato ittico dalla Findus come cernia surgelata. |
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Il parafulmine
Comprato, tutto intero, dalla moglie proprio la vigilia di Natale, Fantozzi decide di riprendere il menage familiare e di festeggiare la Santa Festa con Pina e Mariangela. Naturalmente il quadretto familiare viene bruscamente interrotto dalla telefonata del Megadirettore di turno che offre a Fantozzi il reintegro nella società, naturalmente dal gradino più basso: il parafulmine.
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