Fantozzi - Il ritorno
In Paradiso c'è un'improvvisa carenza di posti disponibili, per cui Fantozzi viene rispedito sulla terra con la promessa della concessione dell'oblio in base alla quale potrà riprendere la propria vita come se non fosse mai morto. Ricominciano così le sue disavventure. La prima, il rapimento della nipote Uga, che lo costringe a frequentare gli ambienti giovanili delle discoteche alla moda. La seconda lo vede perdere la testa per una donna misteriosa chiamata attraverso le linee telefoniche erotiche, una passione che gli fa spendere somme enormi di bolletta alle quali la moglie Pina fa fronte diventando a sua volta telefonista a luci rosse. Nella terza, Fantozzi subisce il ricatto dell'amata signorina Silvani, che gli fa credere di essere stata messa incinta e gli spilla i milioni necessari a farsi un'operazione di chirurgia plastica. Nella quarta, Fantozzi si reca al processo del Megapresidente della ditta, ma viene incolpato al suo posto, arrestato e poi utilizzato per stanare trafficanti e bancarottieri. Infine, a casa, Fantozzi si appresta a seguire la finale dei campionati mondiali, quando termina il periodo di oblio, ed egli torna in Paradiso. Ma gli tocca un posto dietro una colonna, da cui non riesce a vedere assolutamente nulla.
| A causa della mancanza di posti in Paradiso, un angelo somigliante all'allora segretario del PDS Massimo D'Alema rispedisce Fantozzi sulla terra con la promessa della concessione dell'oblio (ottenuto grazie a un accordo detto "l'inciucione"), in base alla quale potrà riprendere la propria vita come se non fosse mai morto. Da qui ricominciano le sue tragiche avventure. | |
Uga e il motorinoNel primo capitolo, Ugo viene svegliato come sempre dalla moglie Pina che stranamente si era vestita di nero-vedova davanti a lui. Pina gli ha dato un incarico: andare a prendere Uga a scuola; la aspetta e nel frattempo uno scolare gli sottrae la benzina alla macchina con un tubo che poi lo getta a terra. Appare Uga che pretende un motorino dai suoi genitori davanti al nonno che gli dà del vecchio con una "macchina scrausa". Mentre cerca di accendere uno spinello, Ugo le sottrae l'accendino e lo getta proprio sulla pozza di benzina. La Bianchina esplode. Successivamente, dopo la scusa di tornare a casa all'una di notte, Uga sparisce preoccupando i nonni. Fantozzi è costretto a seguire Uga in diverse discoteche in cui diceva di essere diretta, Poi si intrufola con dei banditi che fanno jumping e infine con altri banditi che lanciano pietre sulle macchine dal cavalcavia autostradale. Nessuna traccia. Gli viene data una notizia: gli arriva dalla finestra una noce di cocco con un messaggio, "Uga è stata rapita. Vi faremo sapere le condizioni di pagamento del riscatto. Per dimostrarvi che non scherziamo troverete un pezzo di Uga nella noce di cocco!" Il pezzo di Uga in questione era una treccia dei suoi capelli. Chiamano la Polizia e l'Unità cinofila, ma senza successo. Neanche un aiuto di altri come il Papa Giovanni o altre persone è sufficiente al ritrovamento. Depressi, ricevono un altro messaggio: è stata fissata la cifra del riscatto: 2.650.000 lire + IVA. Li depositarono dove appare un motorino in mostra con lo stesso prezzo esposto. In casa suona il campanello: finalmente ritorna Uga, accompagnata da un agente di Polizia: 600.000 lire da pagare per una serie di contravvenzioni. Pina viene a sapere che i risparmi spesi per il riscatto sono stati spesi per un Phantom rosso 50 e appena lo viene a sapere Ugo, scambiando un altro Phantom rosso per quello di Uga, gli dà fuoco con la benzina: il vero proprietario del motociclo, un nerboruto pony express, chiede e ottiene come indennizzo di usare il ragioniere come risciò. |
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Andropausa e Chat LineNel secondo capitolo, Ugo viene colto da una depressione profonda provocata dall'andropausa. Distrutto da quella depressione viene rianimato dalla Chat Line, un numero erotico di donne dai facili costumi pronte a fare sesso telefonico. Ugo, non rendendosi conto di dover spendere tanto per una chiamata (che poi non è neanche dal vivo) è costretto a nascondere tutto alla moglie, salvo poi rinfacciarle il costo elevatissimo della bolletta a causa delle lunghe chiachierate al telefono con Mariangela. La moglie viene a sapere le condizioni del marito e il dottore da lei consultato le conferma che non è affatto un pericolo, ma le spese sono veramente eccessive. Consigliata da un truce impiegato, Pina si finge una di quelle donne e si fa chiamare Jessìca. Riesce così a guadagnare cifre altissime e anche a mettersi in contatto con Fantozzi: dopo varie avventure, Ugo viene a scoprire che l'amata Jessica è in realtà sua moglie e quindi chiude questa impossibile storia d'amore, senza preoccuparsi delle spese eccessive in quanto dichiara di essere un vero uomo in casa: deciderà di lavorare anche lui nella Chat Line con lo pseudonimo di "Virgilio". |
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Ugo II Quor Di LeoneDurante una partita di bocce, Fantozzi incontra la Signorina Silvani, che desidera sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica. Non avendo i 5.000.000 di lire che il medico pretende, li chiede a Fantozzi con l'imbroglio di aspettare un bambino da lui. Intanto il chirurgo plastico della Silvani parte per Rimini e la Silvani deve raggiungerlo per l'operazione, con la scusa che il bambino (chiamato Ugo II Quor Di Leone) ha una grave carenza di mucillagine e deve essere portato proprio nella celebre località balneare: Ugo, senza farsi scoprire dalla Pina, la segue. La Silvani si reca a Rimini non senza Fantozzi, che è riuscito a portare i 5 milioni per il parto. Non si era accorto che la Pina doveva partire con Mariangela proprio per Rimini: sia Fantozzi che la moglie si ritrovano sullo stesso treno, ma Ugo riesce a passare inosservato. Sul treno la Silvani simula di avere le doglie e rompendo una bottiglia d'acqua per terra finge che le si sono rotte le acque. Aveva un accordo con il suo dottore plastico: si fa ricoverare in clinica ufficialmente come partoriente per sottoporsi all'operazione. La voce narrante descrive lo stato d'animo del ragioniere: "Fantozzi attese il lieto evento per due giorni e due notti. Per l'amore della tradizione imparò anche a fumare. Dopo 182 chilometri e 5000 sigarette seppe che tutto era andato bene". Quando scopre l'imbroglio Fantozzi ingoia il rospo e fa finta d'essere felice, ma la signorina Silvani avverte il suo dolore e si scusa con lui, cosi, il ragioniere chiede di tenere il cuscino che la Silvani aveva tenuto sulla pancia,immaginando che quel guanciale sia il suo tanto amato e sperato figlioletto " Ugo II, quor di leone". Commovente la scena che segue, in cui Fantozzi dimostra la sua bontà d'animo e di quanto sia perseverante e gentile. |
Arresto di BalabamIl Megadirettore Balabam è stato arrestato con l'accusa di corruzione: egli dichiara d'essere stato arrestato ingiustamente dando tutta la colpa al povero Fantozzi, solito capro espiatorio, che viene arrestato e poi temporaneamente scarcerato in attesa di giudizio. Mentre esce di galera Balabam gli offre un incarico di corruttore che Fantozzi rifiuta, esclamando con rabbia: "Non accetterò mai questi maneggi! Io ho grande fiducia nella giustizia e nelle istituzioni! Addio!". Avendo ascoltato la frase, due agenti gli chiedono di collaborare con le forze dell'ordine per incriminare definitivamente il suo superiore. Fantozzi accetta, ma alla fine viene incastrato e Balabam esce definitivamente dal carcere. Il ragioniere invece viene condannato a 20 anni di prigione. Qualche anno dopo però viene scarcerato grazie all'indulto approvato da Balabam (nominato ministro della Giustizia); libero, Fantozzi corre a casa per seguire la partita dell'Italia, nella finale dei mondiali di calcio, fregandosene della moglie, ma viene richiamato in paradiso. |
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FineAl termine del suo oblio, Fantozzi viene richiamato in Paradiso, dove alle porte di un sorta di "cinema paradisiaco" compare un giovanissimo Walter Nudo nel ruolo dell'angelo "bigliettaio" il quale assegna un posto del tutto isolato (dietro una colonna) al povero Fantozzi. Colonna a parte, dovrebbe passare l'eternità a contemplare la "Grande Luce" e nient'altro, ma qui comincia una pausa pubblicitaria che dura, come gli spiega l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi, "tutta l'eternità". |
Il film è stato criticato per la scena dei giovani che gettano massi dai cavalcavia contro le auto in corsa lungo l'autostrada sottostante, dato che in quel periodo in Italia (ma non solo) si erano realmente verificati svariati casi del genere. In uno degli episodi più recenti (27 dicembre 1996) aveva trovato la morte una giovane neosposa di Civitanova Marche, Maria Letizia Berdini.
Per rispetto nei confronti della vittima e dei suoi familiari, in accordo con il distributore del film, l'intera sequenza è stata tagliata dalla proiezione nel Cinema Rossini, la più grande sala della città della ragazza.
Fantozzi deve essere necessariamente tornato sulla Terra tra il 1990 e il 1994 (cioè prima che morisse); infatti egli viene incarcerato, e esce di prigione qualche tempo dopo, il giorno della finale dei mondiali di calcio tra Brasile e Italia. Questa partita è stata giocata nel 1994. Sicché, essendo Fantozzi morto nel 1995 (lo si legge sulla lapide all'inizio del film), è d'obbligo notare questa incongruenza, che non sarebbe tale solo se appunto Fantozzi non fosse stato rimandato fra i vivi tempo prima che morisse (ma in questo caso sarebbe stato opportuno che fosse evidenziato nel film). Un'altra incongruenza riguarda la sua data di morte. Infatti secondo "Fantozzi in paradiso", egli muore il giorno che un medico gli aveva indicato, cioè il 17 aprile 1993. Nonostante poi le previsioni del medico si fossero rivelate sbagliate (Fantozzi infatti non era per nulla malato), Fantozzi muore schiacciato da uno schiacciasassi proprio mentre era ancora esultante per la bella notizia. Era dunque lo stesso giorno, 17 aprile 1993. Sulla lapide, invece, che compare nel film "Fantozzi il ritorno", egli sarebbe morto nel 1995, e dopo esattamente un anno sarebbe ritornato sulla Terra (ritorna dunque l'incongruenza della partita dei mondiali). È anche necessario notare come fino a il film "Fantozzi in paradiso" le date della creazione dei vari film coincidessero con le date della vita di Fantozzi (per es., egli secondo il film del 1993 "Fantozzi in paradiso" sarebbe morto proprio nrl 1993). Questo non viene meno nemmeno in questo film ("Fantozzi il ritorno"), visto che il film è del 1996, e Fantozzi secondo questo film è morto l'anno prima (1995) (si celebra infatti in questo film l'anniversario della morte del ragioniere). L'incongruenza è però presente col film precedente. In conclusione, per dare più linearità alla storia, e per eliminare le varie incongruenze, sarebbe stato più giusto che: 1)sulla lapide all'inizio del film "Fantozzi il ritorno" ci fosse scritto "17 aprile 1993"; 2)venisse specificato che si trattava del terzo anniversario della sua scomparsa (e non il primo); 3)venisse sostituita la partita tra Brasile e Italia del 1994 con un'altra gara giocata nel 1996. Oppure, sarebbe stato anche solo sufficiente cambiare la data sulla lapide, e tutto sarebbe stato più coerente. In questo modo, però, non esisterebbe più la coerenza tra le date di uscita dei film e le date della vita di Fantozzi. Sta di fatto che la saga fantozziana non si pone dei precisi limiti temporali, e creare una vita lineare del ragioniere è solo un modo per riordinare le idee; le incongruenze infatti non rendono peggiori i vari film della saga.
Il testo è preso da www.wikipedia.it